ANPAL Archivi - Federformazione https://federformazione.it/tag/anpal/ Federazione Italiana degli Organismi di Formazione ed Orientamento Mon, 18 May 2020 13:44:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://federformazione.it/wp-content/uploads/2015/12/cropped-feder_logo_q-32x32.png ANPAL Archivi - Federformazione https://federformazione.it/tag/anpal/ 32 32 Decreto Rilancio e Formazione Professionale: un’altra occasione persa? https://federformazione.it/decreto-rilancio-formazione-professionale-altra-occasione-persa/ https://federformazione.it/decreto-rilancio-formazione-professionale-altra-occasione-persa/#respond Mon, 18 May 2020 13:44:00 +0000 https://federformazione.it/?p=4572 In attesa della pubblicazione, scorrendo gli oltre 250 articoli del testo provvisorio del cosiddetto “Decreto Rilancio” licenziato il 10 maggio dal Consiglio dei Ministri, dobbiamo purtroppo notare che, nonostante l’indiscutibile sforzo profuso per sostenere gli operatori dei diversi settori dell’economia italiana, ancora una volta scarsa attenzione è stata posta nei confronti della formazione professionale nella… Continua a leggere Decreto Rilancio e Formazione Professionale: un’altra occasione persa?

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Decreto Rilancio e Formazione ProfessionaleIn attesa della pubblicazione, scorrendo gli oltre 250 articoli del testo provvisorio del cosiddetto “Decreto Rilancio” licenziato il 10 maggio dal Consiglio dei Ministri, dobbiamo purtroppo notare che, nonostante l’indiscutibile sforzo profuso per sostenere gli operatori dei diversi settori dell’economia italiana, ancora una volta scarsa attenzione è stata posta nei confronti della formazione professionale nella costruzione delle politiche economiche ed industriali.

Unico provvedimento che si rintraccia nel testo del decreto è l’art. 94 per mezzo del quale si istituisce un “Fondo Nuove Competenze” affidato all’ANPAL con una dotazione di 230 milioni di euro. Al fondo in oggetto possono accedere le imprese che, sulla base di intese di rimodulazione dell’orario di lavoro permesse dai contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale, convertano parte dell’orario di lavoro in attività formative, potendo così trovare ristoro degli oneri relativi alle ore di formazione realizzate, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali. A tale Fondo potranno partecipare anche i Fondi Interprofessionali, devolvendo una quota delle loro risorse.

Le finalità generali della norma possono essere condivisibili, ma purtroppo solo in un’ottica che vede la formazione, ancora una volta, uno strumento di Politica Passiva del Lavoro anziché base fondante delle Politiche Attive, atteggiamento tipico della nostra classe politica e più volte stigmatizzato dalla nostra Associazione.

Le criticità che presenta questo intervento normativo e che avallano la nostra interpretazione sono infatti molteplici; vediamo le principali.

A dispetto dell’altisonante nome “Fondo Nuove Competenze”, in tutto il testo dell’art. 94, carente peraltro di relazione illustrativa, non si rintraccia un benché minimo rimando a interventi formativi innovativi o di adeguamento delle competenze; non si riscontra accenno alle nuove competenze digitali dei lavoratori per le nuove professioni e neppure a percorsi di riqualificazione o qualificazione del personale.

Tutto ciò, si badi bene, potrebbe essere anche sottinteso e oggetto del prossimo decreto che dovrà disciplinare le modalità di utilizzo di queste risorse, ma l’impressione di chi scrive è che si sia semplicemente attuato un temporaneo scambio tra ore di lavoro e ore di formazione, impressione che trova ulteriore conferma nel testo letterale del provvedimento che motiva la sua costituzione nella specifica finalità di “…consentire la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza epidemiologica, per l’anno 2020…”.

Precisiamo subito che tale fine è comunque nobile, in quanto è un ulteriore aiuto alle imprese nella difficile operazione di mantenere in equilibrio i conti aziendali e che ben si coniuga con le esigenze dei lavoratori di conservare il posto di lavoro. Non ci uniamo neppure al coro di chi lamenta acriticamente l’effetto negativo sui flussi INPS verso i Fondi Interprofessionali, causato dalla cassa integrazione e dalla sospensione dei versamenti previdenziali, provvedimenti assolutamente necessari in questo drammatico momento per il sostegno delle imprese italiane, compresi gli enti di formazione.

Avremmo preferito, come andremo a spiegare, un più cospicuo e diverso utilizzo delle risorse.

Il Fondo Nuove Competenze è costituito presso ANPAL, che in questi ultimi periodi non ha brillato per efficienza operativa, costretta a gestire uno strumento che si è rivelato fallimentare quale il Reddito di Cittadinanza;  prevede meccanismi di partecipazione da parte delle Regioni e dei Fondi Interprofessionali che debbono necessariamente previamente prevedere intese in Conferenza permanente Stato-Regioni e province autonome, elemento di complessità che non depone a favore di un immediato e snello utilizzo delle risorse. Un coinvolgimento diretto dei Fondi Interprofessionali nella gestione delle risorse, consentendo loro di poter utilizzare queste risorse per finalità dirette al sostegno all’occupazione otterrebbe, a nostro avviso, risultati migliori. I Fondi Interprofessionali hanno infatti dato dimostrazione della capacità di intervenire in maniera puntuale e rapida, in stretto raccordo con le parti sociali, per poter cogliere e soddisfare le esigenze delle aziende e dei lavoratori, dando prova di efficienza anche quando è stato a loro permesso di operare nelle situazioni di crisi aziendale per il sostegno all’occupazione.

L’assegnazione diretta a questi soggetti delle risorse di cui all’art. 94 avrebbe permesso in tempi brevissimi di intervenire a sostegno della ripresa, senza attendere la conversione del decreto, l’ulteriore decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, difficili intese in Conferenza Stato-Regioni e senza considerare che i Fondi Interprofessionali dovrebbero versare ulteriori quote di un bilancio che quest’anno subirà un duro colpo.

Attendiamo la pubblicazione del decreto-legge confidando in una modifica in sede di conversione dell’art. 94 secondo quanto sostenuto dalla nostra Federazione, affinché anche questa non sia l’ennesima occasione persa.

Roberto Nicoletti
Responsabile Relazioni Sindacali

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Professionisti e fondi interprofessionali: quali prospettive https://federformazione.it/professionisti-fondi-interprofessionali-prospettive/ https://federformazione.it/professionisti-fondi-interprofessionali-prospettive/#respond Mon, 30 Mar 2020 12:43:58 +0000 https://federformazione.it/?p=4555 Lo stato di lock-down dell’intero Paese dovuto all’emergenza Coronavirus ha posto un fermo a quasi tutte le attività formative finanziate dai fondi interprofessionali. Al di là dei destinatari delle varie attività, sono molteplici i professionisti che operano a vario titolo in tale sistema. Di questa molteplicità non tutti risentiranno però degli effetti del blocco in… Continua a leggere Professionisti e fondi interprofessionali: quali prospettive

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Rapisarda: quali prospettive per i professionisti e i fondi interprofessionaliLo stato di lock-down dell’intero Paese dovuto all’emergenza Coronavirus ha posto un fermo a quasi tutte le attività formative finanziate dai fondi interprofessionali.

Al di là dei destinatari delle varie attività, sono molteplici i professionisti che operano a vario titolo in tale sistema.

Di questa molteplicità non tutti risentiranno però degli effetti del blocco in ugual misura.

Se alcuni soggetti (in particolare quelli che svolgono assistenza nella fase esecutiva dei progetti formativi) potranno continuare parte delle attività già intraprese, rimandando eventuali effetti negativi al prossimo futuro, altri dovranno fermarsi da subito.

In tale situazione di incertezza segnaliamo l’intervista sul portale MercurPress del Dott. Mario Leonardo Rapisarda, Presidente Commissione Fondi Interprofessionali e Comunitari – Unione Nazionale Revisori Legali, per provare ad approfondire le difficoltà e le prospettive del settore.

Come Federformazione, in rappresentanza degli interessi degli enti di formazione attivi sul territorio nazionale, ci auspichiamo e sollecitiamo un pronto intervento di ANPAL nel coordinamento delle attività dei fondi interprofessionali, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, ove riteniamo indispensabile evitare disparità di trattamento, agevolando il più possibile la prosecuzione delle attività formative ma richiedendo, al contempo, omogenei standard qualitativi e di sicurezza.

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ANPAL: precisazioni del 10/03/2020 in merito allo svolgimento delle attività formative https://federformazione.it/anpal-precisazioni-10-03-2020-svolgimento-attivita-formative/ https://federformazione.it/anpal-precisazioni-10-03-2020-svolgimento-attivita-formative/#respond Wed, 11 Mar 2020 09:21:37 +0000 https://federformazione.it/?p=4527 Attività formative finanziate dai Fondi interprofessionali: comunicazioni importanti sull’emergenza Coronavirus “COVID-19″ A seguito della richiesta di maggior chiarezza da parte di molti enti di formazione in merito all’applicazione del DCPM dello scorso 04/03/2020, ANPAL ha pubblicato in data 10/03/2020 alcune precisazioni relative alle attività formative finanziate dai fondi interprofessionali. Clicca qui per scaricare il documento… Continua a leggere ANPAL: precisazioni del 10/03/2020 in merito allo svolgimento delle attività formative

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Attività formative finanziate dai Fondi interprofessionali: comunicazioni importanti sull’emergenza Coronavirus “COVID-19″

A seguito della richiesta di maggior chiarezza da parte di molti enti di formazione in merito all’applicazione del DCPM dello scorso 04/03/2020, ANPAL ha pubblicato in data 10/03/2020 alcune precisazioni relative alle attività formative finanziate dai fondi interprofessionali.

Clicca qui per scaricare il documento completo con le precisazioni di ANPAL

Principali aggiornamenti dai fondi interprofessionali

Federformazione, in collaborazione con Centro Studi Formazione e Lavoro, ha raccolto le ultime disposizioni dei principali fondi interprofessionali in merito alla situazione di emergenza COVID-19.

Clicca qui per scaricare le ultime disposizioni aggiornate all’11/03/2020

 

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Formazione continua: il comandante ha abbandonato la nave? https://federformazione.it/formazione-continua-comandante-ha-abbandonato-nave/ https://federformazione.it/formazione-continua-comandante-ha-abbandonato-nave/#respond Mon, 20 May 2019 06:00:31 +0000 https://federformazione.it/?p=3787 Torniamo su un tema più volte affrontato sulle nostre pagine e quanto mai di attualità: il controllo delle attività formative svolte con l’utilizzo dei fondi pubblici. È sufficiente digitare sul motore di ricerca di Google News due parole di uso comune, “formazione “ e “truffa”, per accorgerci come queste compaiano drammaticamente appaiate in numerosi episodi… Continua a leggere Formazione continua: il comandante ha abbandonato la nave?

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Formazione continua: comandante salga a bordoTorniamo su un tema più volte affrontato sulle nostre pagine e quanto mai di attualità: il controllo delle attività formative svolte con l’utilizzo dei fondi pubblici.

È sufficiente digitare sul motore di ricerca di Google News due parole di uso comune, “formazione “ e “truffa”, per accorgerci come queste compaiano drammaticamente appaiate in numerosi episodi di cronaca giudiziaria.

Solo negli ultimi mesi la Guardia di Finanza ha evidenziato un uso illecito, in attività formative, di decine di milioni di euro derivanti dai fondi europei, regionali e dai fondi interprofessionali, da nord a sud del nostro Paese, confermando un malcostume tutto italiano nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Questi fatti di cronaca, inevitabilmente, gettano lunghe ombre su un settore che è popolato da migliaia di operatori di eccellenza che con dedizione, passione e professionalità si dedicano alla formazione, qualificazione e riqualificazione di disoccupati e di occupati, lavorando purtroppo contro una concorrenza (sleale) di chi le regole tende a non rispettarle.

Già, le regole…

Abbiamo avuto occasione di affrontare questo discorso più di un anno fa a commento della circolare ANPAL del 10 aprile 2018 che, timidamente, ha cercato di dettare linee guida sulla gestione delle risorse attribuite ai fondi interprofessionali per la formazione. La nostra Associazione aveva allora auspicato una riforma sistemica del settore della formazione continua, anche con un intervento legislativo che possa porre fine a criticità ad oggi irrisolte, e non di poco conto, in tema di modalità di accesso e di utilizzo delle risorse, in particolare dei fondi interprofessionali.

Ma sembra che chi doveva, nelle intenzioni del legislatore, governare il processo, sia sparito dalla plancia di comando. ANPAL ha infatti declinato l’invito ad assumersi delle competenze penetranti in materia di vigilanza sulla formazione, ed anche la funzione di indirizzo e coordinamento statuita dal d.lgs. 150/2015 sembra non particolarmente efficace, avendo concentrato tutte le risorse umane ed economiche sulla gestione del reddito di cittadinanza, e trascurando la formazione quale parte fondamentale di un sistema di politiche attive del lavoro evoluto e che possa garantire quegli obiettivi di crescita personale ed economica tanto rincorsi.

È sempre più urgente assumere saldamente la guida di un settore lasciato a se stesso o, nel migliore dei casi, alla buona volontà delle regioni, che però possono incidere limitatamente sul proprio territorio e comunque non in un’ottica di respiro nazionale. Diversamente episodi come quelli balzati agli onori delle cronache in questi giorni diverranno purtroppo sempre più frequenti.

È ora che chi deve guidare questa nave torni saldamente al timone. Comandante salga a bordo…!

R.N.

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Tutte le Informazioni Utili sull’Assegno di Ricollocazione 2017 https://federformazione.it/tutte-le-informazioni-utili-sullassegno-di-ricollocazione-2017/ Wed, 18 Jan 2017 14:20:09 +0000 https://federformazione.it/?p=1065 Che cos’è l’assegno di ricollocazione L’assegno di ricollocazione, introdotto dal Jobs Act, debutta a Gennaio 2017 ed ha come fine quello di agevolare la ricerca attiva di lavoro da parte di coloro che sono disoccupati da più di quattro mesi e che sono al contempo, titolari dell’assegno di disoccupazione NASPI. L’obiettivo principale dell’assegno di ricollocazione è quindi, quello di… Continua a leggere Tutte le Informazioni Utili sull’Assegno di Ricollocazione 2017

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assegno ricollocamento federformazione

Che cos’è l’assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione, introdotto dal Jobs Act, debutta a Gennaio 2017 ed ha come fine quello di agevolare la ricerca attiva di lavoro da parte di coloro che sono disoccupati da più di quattro mesi e che sono al contempo, titolari dell’assegno di disoccupazione NASPI.

L’obiettivo principale dell’assegno di ricollocazione è quindi, quello di facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso un supporto da parte delle agenzie del lavoro e dei Centri per l’impiego. Non si tratta di una prestazione economica a favore del disoccupato, ma di voucher da spendere per la ricerca attiva di un’occupazione.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda potrà essere presentata in due modalità:

  • Telematica, registrandosi al sito dell’ANPAL.
  • Rivolgendosi direttamente al Centro per l’impiego.

Coloro che attiveranno la domanda telematicamente, dovranno collegarsi al sito www.anpal.gov.it, accedere alla sezione Cittadino e qui, selezionare la voce assegno di ricollocazione per inserire la propria domanda. All’atto della domanda, in entrambi i casi, si dovrà designare l’ente di riferimento presso cui ricevere assistenza.

Requisiti per la presentazione della domanda

I requisiti per poter ottenere l’assegno di ricollocazione sono: essere disoccupato e percettore dell’assegno di disoccupazione Naspi da almeno quattro mesi. Sarà la stessa ANPAL ad inviare ai lavoratori in possesso dei suddetti requisiti una comunicazione in caso di titolarità del sussidio.

L’importo dei voucher sarà compreso tra i 250€ e 5000€ ricordando che non sarà un assegno incassato dal lavoratore ma dall’ente, che contribuirà al reinserimento lavorativo.

Fonte: informazionefiscale.it

 

 

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Politiche del Lavoro: pubblico è più bello? https://federformazione.it/politiche-del-lavoro-pubblico-e-piu-bello/ https://federformazione.it/politiche-del-lavoro-pubblico-e-piu-bello/#respond Tue, 07 Jul 2015 20:30:39 +0000 https://federformazione.it/?p=110 Nelle ultime settimane si sta decisamente intensificando ed arricchendo il dibatto in merito al decreto di riordino delle politiche attive del lavoro. Da più parti, fra addetti ai lavori, associazioni di categoria, enti e professionisti del settore, stanno piovendo commenti e critiche al disegno che è stato presentato come “nuovo corso” del sistema nazionale di… Continua a leggere Politiche del Lavoro: pubblico è più bello?

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Nelle ultime settimane si sta decisamente intensificando ed arricchendo il dibatto in merito al decreto di riordino delle politiche attive del lavoro.

Da più parti, fra addetti ai lavori, associazioni di categoria, enti e professionisti del settore, stanno piovendo commenti e critiche al disegno che è stato presentato come “nuovo corso” del sistema nazionale di servizi al lavoro e della formazione.

Una cosa ha colpito più di tutto: in questo, come anche già in altri provvedimenti dell’attuale governo, la logica di fondo parrebbe quella della centralizzazione a tutti i costi, limitando autonomie, integrazioni e anche una sana forma di concorrenza.

In questo decreto, ad esempio, viene conferito all’ANPAL il ruolo di coordinamento nazionale per la materia delle politiche del lavoro, compresa la responsabilità dell’istituzione di un albo unico per gli operatori di settore, superando in entrambi i casi le recenti iniziative a carattere regionale.

Ma siamo proprio sicuri che la strada da seguire sia quella della centralizzazione totale?

Le esperienze di integrazione o concorrenza fra pubblico e privato hanno mostrato chiaramente che le aziende e i loro bisogni trovano più facilmente risposta in un sistema flessibile e reattivo, dove i tempi di risposta siano rapidi, e gli interlocutori decisivi.

L’apparato pubblico nazionale ha dimostrato a più riprese di non poter competere, su questo piano, con l’iniziativa privata per tutta una serie di limiti e rigidità strutturali, e proprio in quest’ottica erano state indirizzate le proposte degli ultimi anni, tese a creare una reale e proficua integrazione fra pubblico e privato.

Se le proposte di questo decreto verranno confermate, assisteremo a due risultati che hanno del paradossale: le regioni più virtuose, i cui sistemi di accreditamento e integrazione si stanno dimostrando fruttuosi, dovranno fermarsi e rimettere tutto completamente in discussione, e dall’altro lato l’apparato pubblico riprenderebbe un ruolo centrale sia a livello decisionale che operativo, gettando a mare tutte quelle situazioni in cui l’integrazione con il privato aveva portato benefici e innovazione.

Siamo convinti, fino in fondo, che questa opera da novella Penelope, che la notte disfa quanto fatto di giorno, sia la strada giusta da perseguire, non tenendo in alcuna considerazione quanto di buono si è appreso e sperimentato con le esperienze del recente passato?

È davvero vincente una politica che ritorni al centralismo pubblico, perdendo stimoli, iniziative e idee frutto del connubio con il settore privato?

Resmini Davide Gianluigi
Responsabile comunicazione esterna Federformazione

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Link testo integrale decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/ https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/#respond Wed, 01 Jul 2015 20:19:37 +0000 https://federformazione.it/?p=107 Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro Dal sito http://www.pietroichino.it/ http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro

Dal sito http://www.pietroichino.it/

http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro https://federformazione.it/come-cambia-il-sistema-nazionale-dei-servizi-al-lavoro/ https://federformazione.it/come-cambia-il-sistema-nazionale-dei-servizi-al-lavoro/#respond Tue, 30 Jun 2015 22:11:13 +0000 https://federformazione.it/?p=78 Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro Proprio pochi giorni fa avevamo presentato sul nostro sito un articolo Annunciando la nascita della nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e alla conseguente riforma nazionale dei servizi per il lavoro. Ora, avendo potuto visionare il testo del decreto, siamo in grado… Continua a leggere Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro

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Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro

Proprio pochi giorni fa avevamo presentato sul nostro sito un articolo Annunciando la nascita della nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e alla conseguente riforma nazionale dei servizi per il lavoro.

Ora, avendo potuto visionare il testo del decreto, siamo in grado di esprimere alcune perplessità in riferimento a quanto accadrà nel prossimo futuro e a come cambierà (o dovrebbe cambiare) il sistema.

Innanzitutto, con la costituzione dell’ANPAL come nuovo soggetto unico di coordinamento e indirizzo nazionale, si è compiuto un deciso passo indietro in quel processo di integrazione fra pubblico e privato, che, partendo dagli albori del pacchetto Treu del 97, passando per la riforma Biagi del 2003, aveva portato negli ultimi anni all’accreditamento, su base regionale, di una serie di soggetti privati che potevano a tutti gli effetti svolgere attività parallelamente alle strutture pubbliche.

La conferma dello stato occupazionale, la presa in carico, e la conseguente stipula di un patto individuale in cui identificare modalità e tempistiche di coinvolgimento nel processo di politica attiva del disoccupato, torneranno invece, con questo decreto legislativo, di pertinenza unica del sistema pubblico, e quindi dei centri per l’impiego.

Questa nuova riforma prevede altresì che l’ANPAL definisca linee guida di intervento valide per tutto il territorio nazionale, e costituisca un nuovo albo di accreditamento per tutti gli operatori di mercato del lavoro che abbiano determinati requisiti. Di qui, poi, le competenze di programmazione e gestione verranno affidate alle regioni, che avranno il loro braccio operativo nei centri per l’impiego territoriali.

La sensazione è che ci troviamo, una volta di più, di fronte ad una strategia politica di stampo dirigista e centralista, in cui la direzione unica della struttura pubblica rischia, da un lato, di soffocare l’iniziativa e la possibilità di contaminazione positiva da parte del settore privato, oltre che, per evidenti motivazioni di carattere operativo e burocratico, dall’altro, di rallentare e frammentare il flusso e la continuità dei servizi, come troppo spesso abbiamo visto capitare nel sistema pubblico nazionale.

Il vero rischio, e sarebbe un peccato, è quello, in un’ottica del tutto italiana, di gettare il bambino con l’acqua sporca, andando a cancellare d’un colpo il sistema di accreditamento che le regioni più virtuose avevano creato in questi anni, perdendo anche i plus e il background che questo aveva portato.

Forse, una volta tanto, varrebbe la pena di migliorare e razionalizzare le strutture esistenti, senza dover sempre ripartire da zero, generando inevitabili doppioni o inutili sovrapposizioni.

Per rendersi conto della scarsa razionalità di questa nuova riforma, basta analizzare come è stato introdotto l’assegno di ricollocazione nel complesso degli altri strumenti già presenti.

L’assegno di ricollocazione spetterà ai disoccupati con più di sei mesi di anzianità, che abbiano già terminato di fruire di eventuali sostegni al reddito, e che potranno “spenderlo” presso una delle strutture accreditate per un percorso di accompagnamento al lavoro.

Non sarebbe stato forse più organico e coerente associare l’assegno di ricollocazione agli strumenti di politica passiva, e renderli quindi vincolati all’attività di ricerca attiva di una nuova e congrua occupazione?

Al di là delle decisioni politiche o delle riforme strutturali, in materia di servizi al lavoro, è davvero giunto il momento di creare un sistema che sia spostato decisamente verso le politiche attive, con importanti stimoli e regole certe  per i soggetti disoccupati o a rischio, in cui gli strumenti offerti dallo stato siano delle vere e proprie armi per affrontare le difficoltà del mercato, e non dei semplici cuscinetti per guadagnare tempo.

In conclusione, per ora, possiamo dire che questa riforma non ci convince, e che risulta comunque ben lontana da quei requisiti di efficienza ed efficacia che sarebbero necessari per operare nel mercato attuale.

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La nuova agenzia per le politiche attive del lavoro https://federformazione.it/la-nuova-agenzia-per-le-politiche-attive-del-lavoro/ https://federformazione.it/la-nuova-agenzia-per-le-politiche-attive-del-lavoro/#respond Tue, 30 Jun 2015 21:42:48 +0000 https://federformazione.it/?p=73 Costituzione dell’ANPAL Uno degli ultimi provvedimenti del jobs act, approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, riguarda una complessiva riforma di politiche attive e servizi per il lavoro. Tale decreto legislativo prevede la costituzione di una nuova agenzia di carattere nazionale denominata ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), che sarà il… Continua a leggere La nuova agenzia per le politiche attive del lavoro

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Jobs act misure principali

Costituzione dell’ANPAL

Uno degli ultimi provvedimenti del jobs act, approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, riguarda una complessiva riforma di politiche attive e servizi per il lavoro. Tale decreto legislativo prevede la costituzione di una nuova agenzia di carattere nazionale denominata ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), che sarà il punto cardine per la nascente Rete nazionale dei servizi di politiche del lavoro.

La costituzione dell’ANPAL non graverà sulle finanze pubbliche, in quanto il personale che animerà l’agenzia sarà prelevato in parte dal ministero del lavoro ed in parte dall’ISFOL. La ratio di questo intervento è quella di creare un nuovo soggetto che faccia da guida e coordinamento per tutti gli operatori del mercato del lavoro che agiscono sul territorio nazionale, in modo da far muovere il sistema intorno a linee di indirizzo ed obiettivi, condivisi e fissati per tutto il Paese.

Politiche attive del lavoro

Il sistema che nascerà intorno a questo nuovo intervento prevederà la creazione di un albo di soggetti accreditati a svolgere attività in materia di politiche attive del lavoro, l’istituzione di un sistema informativo nazionale e la creazione del fascicolo elettronico del lavoratore, in un’ottica di garanzia degli standard qualitativi, efficienza ed efficacia dei servizi offerti e di un monitoraggio continuo dei risultati.

Diretta conseguenza di questo intervento, sono la revisione dei contributi di sostegno al reddito, per disoccupati o lavoratori in situazione di difficoltà, con l’istituzione di nuove categorie come “disoccupato parziale” o “lavoratore a rischio discoccupazione”, e l’ideazione dell’assegno di ricollocazione (sul modello delle DOTI, già in uso in alcune regioni d’Italia), per l’accompagnamento alla ricerca di occupazione.

Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di trasformare le politiche del lavoro partendo da livello nazionale, con un forte impulso all’integrazione fra pubblico e privato, e con la volontà, in questo caso di unificare tutto il mercato sotto regole comuni.

La speranza che riponiamo in questo provvedimento è che non si tratti della mera creazione di una sovrastruttura che vada a sovrapporsi a quelle già esistenti, e che porti ad una ulteriore frammentazione delle idee e delle regole in gioco, ma che possa davvero fare da raccordo fra gli attori del mercato del lavoro per concorrere alla generazione di un sistema di welfare con l’individuo e i suoi bisogni al centro dell’attenzione.

Allo stato attuale, visti i numeri della disoccupazione sul territorio nazionale, in particolare quella giovanile, e lo stato di precarietà che vivono molti lavoratori le cui aziende non sempre possono garantire continuità occupazionale, si impone l’avvio di un processo serio e ragionato per la creazione di percorsi che permettano alle persone di orientarsi, qualificarsi o riqualificarsi in modo da essere sempre più ricettivi e spendibili nel proprio mercato di riferimento.

La posizione di Federformazione

Dal nostro punto di vista la formazione è la via maestra per raggiungere questi obiettivi, e l’unico strumento possibile per rinforzare in modo decisivo la competitività delle imprese, e la competenza degli individui.

Perché sia il centro di questo nuovo processo di cambiamento, però, occorre che alla formazione vengano concessi i congrui finanziamenti, attraverso tutti i canali possibili (fondi europei, strutturali o diretti, progetti territoriali, fondi interprofessionali), senza preclusioni e senza distrazioni verso altri obiettivi. Occorre investire per crescere.

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Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/ https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/#respond Tue, 30 Jun 2015 20:00:17 +0000 https://federformazione.it/?p=104 Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti… Continua a leggere Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali

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Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti i fondi esistenti.

I fondi interprofessionali si possono tranquillamente considerare la principale fonte di finanziamento cui attingono le imprese italiane per le attività di formazione dei propri dipendenti, come testimonia anche l’ultimo rapporto ISFOL sulla formazione continua, pubblicato nel marzo scorso.

La posizione di Federformazione

Ci fa piacere leggere che anche una fonte autorevole come ADAPT riconosca le gravi difficoltà attraverso cui i fondi hanno dovuto operare in questi ultimi anni, vista la confusione del quadro normativo di riferimento, e le continue riduzioni in termini di risorse, dovute ai numerosi prelievi forzati da parte del Governo.
Tuttavia non ci troviamo d’accordo riguardo le critiche alle logiche strategiche e di funzionamento degli stessi fondi.
Considerando che, nonostante gli ostacoli appena citati, il numero delle aziende aderenti ai fondi è in continua e progressiva crescita, viene naturale ritenere la loro funzione di ottima qualità ed efficacia: il dato di fatto pare incontrovertibile, il bacino di riferimento premia i fondi interprofessionali, perché le aziende li ritengono lo strumento più efficiente nella risposta ai loro bisogni formativi.
Riesce difficile immaginare come un sistema che deve soddisfare sempre più richieste, e a cui vengono ridotte le disponibilità, possa fare meglio di quanto sia stato fatto negli ultimi anni.

Purtroppo la strategia di fondo al decreto di riordino delle politiche del lavoro si mostra totalmente orientata verso una logica dirigista e centralista, infatti, anche in riferimento alla formazione professionale, ed ai fondi interprofessionali in particolare, la tendenza è sempre più quella di porre tutti i soggetti del sistema sotto una guida unica a valenza nazionale e pubblica.
Questo tipo di approccio porterà, dal nostro punto di vista, due differenti tipologie di problemi che andranno a discapito degli utenti finali della formazione professionale.

Innanzitutto non si può dimenticare che i fondi nascono all’interno di quel ricchissimo substrato che è la bilateralità, in cui confluiscono bisogni e visioni provenienti sia dalle imprese che dai lavoratori, e solo grazie a questa pluralità si possono costruire strumenti in grado di soddisfare davvero le parti in gioco. E’ inutile sottolineare una volta di più, come un sistema ad indirizzo pubblico non farebbe altro che allontanare le imprese dal centro strategico/decisionale.

In secondo luogo, visto che il decreto, da un lato sembra ricondurre le risorse gestite dai fondi interprofessionali nell’alveo pubblicistico, e dall’altro vorrebbe limitarne la fruizione a quei soggetti che siano accreditati al sistema nazionale per la formazione, ci pare di intravedere un mal celato tentativo di portare questi fondi nel calderone unico delle risorse pubbliche, in barba a tutti i recenti indirizzi giurisprudenziali.
Una tale operazione sarebbe tremendamente dannosa per le imprese e per gli enti di settore, in quanto toglierebbe quei requisiti di flessibilità e reattività che da sempre caratterizzano i fondi interprofessionali, e ingesserebbe il sistema riproducendo tutti i limiti tipici del sistema pubblico, che fino ad ora i fondi avevano dimostrato di poter superare.

Davide Gianluigi Resmini
Responsabile comunicazione esterna Federformazione

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