Fondi interprofessionali Archivi - Federformazione https://federformazione.it/fondi-interprofessionali/ Federazione Italiana degli Organismi di Formazione ed Orientamento Thu, 05 Dec 2019 09:15:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://federformazione.it/wp-content/uploads/2015/12/cropped-feder_logo_q-32x32.png Fondi interprofessionali Archivi - Federformazione https://federformazione.it/fondi-interprofessionali/ 32 32 Fondi interprofessionali: le questioni aperte – le parti sociali https://federformazione.it/fondi-interprofessionali-le-questioni-aperte-parti-sociali/ https://federformazione.it/fondi-interprofessionali-le-questioni-aperte-parti-sociali/#respond Thu, 05 Dec 2019 08:43:36 +0000 https://federformazione.it/?p=4460 Prendendo spunto dall’interessante intervento del presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto, pubblicato dal Sole 24 Ore martedì 3 dicembre, si coglie l’occasione per fare il punto su quali siano i nervi ancora scoperti del sistema dei Fondi Interprofessionali per la formazione continua. Il primo aspetto, ben evidenziato nell’articolo di Scuotto a cui si rimanda, è relativo… Continua a leggere Fondi interprofessionali: le questioni aperte – le parti sociali

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Prendendo spunto dall’interessante intervento del presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto, pubblicato dal Sole 24 Ore martedì 3 dicembre, si coglie l’occasione per fare il punto su quali siano i nervi ancora scoperti del sistema dei Fondi Interprofessionali per la formazione continua.

Il primo aspetto, ben evidenziato nell’articolo di Scuotto a cui si rimanda, è relativo ad una impostazione che considera le risorse investite in formazione, per quanto riguarda l’accesso ai conti di sistema, annoverate tra gli aiuti di Stato, irrigidendo ulteriormente procedure che già devono tenere conto di iter burocratici complessi imposti dalla natura pubblicistica delle risorse stesse.

Da più parti si levano pressanti inviti ad affrontare la questione a livello comunitario, nella convinzione che la formazione per sua natura non possa essere considerata tout-court un vantaggio competitivo per l’impresa.

Oltre al tema sollevato nell’articolo di cui sopra, altrettanti rilevanti se ne pongono, poiché il sistema, purtroppo, è ancora disseminato di criticità irrisolte, a partire dal ruolo delle parti sociali sino ad arrivare alle funzioni dell’organo di vigilanza ANPAL.

Iniziamo, dunque, oggi, un breve ciclo di interventi sulle problematiche relative alla operatività dei Fondi Interprofessionali affrontando in prima battuta gli aspetti relativi al ruolo delle parti sociali.

Come noto agli operatori del settore, i Fondi finanziano piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali concordati tra le parti sociali (art.118 legge 388/2000). Lo spirito della legge istitutiva dei Fondi Interprofessionali è assolutamente condivisibile: in considerazione del fatto che la possibilità di istituire tali strutture è stata affidata alle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, è del tutto naturale che tali organizzazioni abbiano un ruolo attivo, assommandosi in queste le istanze e le competenze che possono essere utilmente messe a disposizione degli operatori economici.

Sulla carta sembra funzionare tutto.

Ma numerose sono le criticità che tale impostazione comporta, evidenziatesi soprattutto a seguito dell’intervento nell’anno 2015 del Consiglio di Stato che ha definitivamente sancito la natura pubblica delle risorse.

La condivisione delle parti sociali ha infatti assunto, in taluni casi, caratteri di vera e propria limitazione all’accesso delle risorse per imprese ed enti di formazione che le rappresentano.

Non ottenere l’accordo sindacale comporta, nei fatti, l’impossibilità di poter proporre a finanziamento il piano formativo, prescindendo dalle reali esigenze delle aziende e dalla bontà degli interventi proposti.

Mentre per i Fondi Interprofessionali della prima ora – nati dagli accordi tra sigle datoriali e sindacali storiche e radicate fortemente nelle aziende e nei territori – il confronto finalizzato alla condivisione dei piani formativi viene attuato in azienda o, ove non presenti le rappresentanze interne, al livello territoriale più prossimo, per alcuni Fondi autorizzati successivamente e caratterizzati talvolta da parti sociali con una scarsa se non assente diffusione aziendale e territoriale, la condivisione può avvenire in modalità del tutto anonima senza aver modo di interagire con i referenti delle organizzazioni di rappresentanza, al fine di motivare, dettagliare, costruire ed infine concordare il piano formativo.

La possibilità di accesso alle risorse pubbliche è pertanto condizionata da una valutazione che talvolta potrebbe apparire anche del tutto discrezionale, non partecipata, e tantomeno motivata, con una palese violazione degli obblighi di trasparenza, pari opportunità di accesso alle risorse, motivazione delle scelte, ed in generale di tutti i doveri normalmente imposti ai gestori di fondi pubblici.

Appare incredibile che un tale potere di indirizzare ingenti risorse pubbliche in modalità potenzialmente discrezionali ed arbitrarie sia concesso, senza alcuna regolazione, a soggetti privati che potrebbero essere anche in condizioni di conflitto di interesse, in considerazione anche dei numerosi enti di estrazione datoriale e sindacale che utilizzano tali risorse.

A dire il vero, ANPAL, con la circolare del 10 aprile 2018, tenta di supplire come può a questo deficit normativo, imponendo in via generale ai Fondi Interprofessionali di garantire un corretto processo di condivisione delle parti sociali, entrando anche nel dettaglio di talune modalità operative, senza però che tale intervento abbia comportato modifiche significative nei comportamenti di alcuni Fondi.

Regolamentare tale aspetto sembra doveroso e necessario al fine di un corretto e più efficiente utilizzo delle risorse destinate alla formazione dei dipendenti delle imprese italiane, soprattutto in tempi dove la formazione continua del lavoratore riveste un ruolo non solo economico ma principalmente sociale.

Roberto Nicoletti
Dottore Commercialista
Consulente in politiche attive del lavoro

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Workshop OCSE sulla formazione continua in Italia https://federformazione.it/workshop-ocse-formazione-continua-italia/ https://federformazione.it/workshop-ocse-formazione-continua-italia/#respond Wed, 31 Oct 2018 14:11:42 +0000 https://federformazione.it/?p=2810 Come Associazione da sempre sostenitrice dell’importanza del lifelong learning nella crescita professionale abbiamo il piacere di segnalare un’interessante workshop sul tema della formazione continua. Il prossimo 6 novembre si terrà a Roma il seminario “La formazione continua in Italia: quale ruolo per i fondi interprofessionali?” L’evento, promosso dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione ed il Supporto… Continua a leggere Workshop OCSE sulla formazione continua in Italia

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Workshop OCSE sulla formazione continua

Come Associazione da sempre sostenitrice dell’importanza del lifelong learning nella crescita professionale abbiamo il piacere di segnalare un’interessante workshop sul tema della formazione continua.

Il prossimo 6 novembre si terrà a Roma il seminario “La formazione continua in Italia: quale ruolo per i fondi interprofessionali?” L’evento, promosso dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione ed il Supporto Economico, si svolgerà dalle ore 09.00 alle ore 16.15 presso la Sala Auditorium dell’INAPP.

L’obiettivo del workshop, coordinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da ANPAL e da Fondazione JPMorgan Chase, sarà quello di analizzare i punti di forza e le sfide che da qui al futuro attenderanno la formazione finanziata dai fondi interprofessionali, presentare i risultati preliminari dello studio condotto, promuovere il dibattito tra i vari attori del sistema formativo italiano ed evidenziare alcuni esempi di pratiche internazionali di successo.

Maggiori informazioni e programma completo del seminario sono disponibili sul sito di ANPAL.

 

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ANAC e Fondi Interprofessionali: evitiamo la solita frittata https://federformazione.it/anac-e-fondi-interprofessionali-evitiamo-la-solita-frittata/ Wed, 03 Feb 2016 08:35:58 +0000 https://federformazione.it/?p=940 Il mondo della formazione professionale ha subito, nel corso delle ultime settimane, l’ennesimo scossone. L’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, nella persona del suo presidente Raffaele Cantone, ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro, in cui sostanzialmente evidenzia che i Fondi Interprofessionali gestiscono risorse di natura pubblica, e devono di conseguenza sottostare alle regole e… Continua a leggere ANAC e Fondi Interprofessionali: evitiamo la solita frittata

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Natura giuridica fondi interprofessionaliIl mondo della formazione professionale ha subito, nel corso delle ultime settimane, l’ennesimo scossone.

L’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, nella persona del suo presidente Raffaele Cantone, ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro, in cui sostanzialmente evidenzia che i Fondi Interprofessionali gestiscono risorse di natura pubblica, e devono di conseguenza sottostare alle regole e alle modalità previste dalle normative vigenti in materia. In modo particolare, parrebbe che debbano applicare il codice appalti, oltre che per l’acquisto di beni e servizi, anche per tutti i finanziamenti da erogare ad enti e imprese.

La querelle sulla natura giuridica dei Fondi Interprofessionali, e delle risorse finanziare che gestiscono, si trascina ormai da molto, direi anche troppo, tempo.

Da più parti sono state fornite interpretazioni e tesi in proposito, ed ancora non si è arrivati ad una conclusione univoca e coerente.

Alcuni dei più importanti Fondi hanno recentemente preso una posizione forte contro questa condizione di incertezza, primo fra tutti Fondimpresa, che ha senza mezzi termini fermato l’attività in approvazione, in attesa di chiarimenti e linee guida definitive.

Questa particolare situazione di stallo sta mettendo in seria difficoltà tutto il comparto della formazione professionale, in modo particolare quel segmento che rivolge la propria attività principalmente all’imprese, che, tramite interventi sui propri dipendenti, mirano a crescere in competenza e competitività.

Ora, la cosa più urgente, è che ai Fondi Interprofessionali vengano date indicazioni chiare e definitive su come procedere, e che il tutto si risolva in tempi brevissimi.

Le solite lungaggini all’italiana rischierebbero di paralizzare un intero settore per svariati mesi, provocando innanzitutto un enorme danno alle imprese beneficiarie, che non potranno formare adeguatamente il proprio personale, e in seconda battuta mettendo a durissima prova tutti gli enti che collaborano con i Fondi Interprofessionali, che rischierebbero in gran parte il collasso.

Di questi tempi sentiamo spesso dire che la formazione è uno dei principali strumenti per combattere la crisi: se ci si crede per davvero, è giunto il momento di dimostrarlo.

Se si intende intervenire sulle prassi dei Fondi Interprofessionali, bisogna farlo con cognizione di causa, e per agevolare la loro attività, visto che rappresentano il primo canale di finanziamento per le imprese italiane.

Un intervento pretestuoso, che non si preoccupi di gestire i tempi e gli eventuali mesi di fermo e incertezza, metterebbe in ginocchio il mondo della formazione aziendale in Italia.

Non credo che questo sia un rischio che, come Paese, possiamo permetterci di correre.

Diego Fanzaga
Consigliere Nazionale Federformazione

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Sentenza del Consiglio di Stato in merito ai Fondi Interprofessionali https://federformazione.it/sentenza-del-consiglio-di-stato-in-merito-ai-fondi-interprofessionali/ https://federformazione.it/sentenza-del-consiglio-di-stato-in-merito-ai-fondi-interprofessionali/#respond Sat, 12 Dec 2015 14:13:37 +0000 https://federformazione.it/?p=176 Sentenza del Consiglio di Stato in merito ai Fondi Interprofessionali ecco il link per scaricare il testo della sentenza https://federformazione.it/risorse/N.%2001923-2015%20REG.RIC..pdf [amazonjs asin=”B00KFBGYCM” locale=”IT” title=”I fondi interprofessionali. Cosa sono, cosa offrono e come funzionano”]

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Sentenza del Consiglio di Stato in merito ai Fondi Interprofessionali

ecco il link per scaricare il testo della sentenza

https://federformazione.it/risorse/N.%2001923-2015%20REG.RIC..pdf

[amazonjs asin=”B00KFBGYCM” locale=”IT” title=”I fondi interprofessionali. Cosa sono, cosa offrono e come funzionano”]

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CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero https://federformazione.it/cgil-cisl-e-uil-esprimono-il-proprio-parere-in-merito-alle-politiche-del-lavoro-in-una-nota-al-ministero/ https://federformazione.it/cgil-cisl-e-uil-esprimono-il-proprio-parere-in-merito-alle-politiche-del-lavoro-in-una-nota-al-ministero/#respond Sat, 12 Dec 2015 08:49:47 +0000 https://federformazione.it/?p=146 CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero Ecco il link dell’articolo pubblocato su Il diario del lavoro: JOBS ACT Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali [amazonjs asin=”8823014190″ locale=”IT” title=”Storia della CGIL. Dalle origini ad oggi. Manuale per… Continua a leggere CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero

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CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero

Ecco il link dell’articolo pubblocato su Il diario del lavoro:

JOBS ACT Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali

[amazonjs asin=”8823014190″ locale=”IT” title=”Storia della CGIL. Dalle origini ad oggi. Manuale per la formazione di delegati, lavoratori, dirigenti”]

 

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Politiche Attive e Fondi Interprofessionali: la versione definitiva del decreto https://federformazione.it/politiche-attive-e-fondi-interprofessionali-la-versione-definitiva-del-decreto/ https://federformazione.it/politiche-attive-e-fondi-interprofessionali-la-versione-definitiva-del-decreto/#respond Thu, 17 Sep 2015 14:51:55 +0000 https://federformazione.it/?p=183 È finalmente stato approvato e pubblicato il testo definitivo del decreto per il riordino delle politiche del lavoro. La lettura della prima stesura, nel mese di giugno, aveva suscitato non poche perplessità, ed anche da parte nostra, come Associazione di categoria per gli enti di formazione, abbiamo sentito il bisogno di rendere note le criticità… Continua a leggere Politiche Attive e Fondi Interprofessionali: la versione definitiva del decreto

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Il-Decreto-Legislativo-N.231

È finalmente stato approvato e pubblicato il testo definitivo del decreto per il riordino delle politiche del lavoro.

La lettura della prima stesura, nel mese di giugno, aveva suscitato non poche perplessità, ed anche da parte nostra, come Associazione di categoria per gli enti di formazione, abbiamo sentito il bisogno di rendere note le criticità rilevate, proponendo alternative e suggerimenti.

La versione definitiva del decreto rivela dei cambiamenti significativi, soprattutto in riferimento alle parti che dedicate alla formazione professionale ed ai fondi interprofessionali.

Entrando nel merito tecnico della questione, l’articolo 15 è stato radicalmente modificato, epurandolo dei contenuti che riguardavano il  completo assoggettamento dei fondi interprofessionale alla sovrastruttura dell’ANPAL.

Le nostre perplessità

La nostra perplessità iniziale rispetto ad un tale provvedimento era legata al pericolo di snaturare uno strumento, come quello dei fondi, che ha dimostrato negli anni di funzionare e crescere, e soprattutto di saper, più dei finanziamenti pubblici, di saper dialogare con le imprese, e rispondere ai bisogni specifici del mercato privato.

La soluzione derivante dalla stesura definitiva del decreto ci sembra, ad una prima lettura, assolutamente funzionale ed efficace: i Fondi Interprofessionali parteciperanno insieme a Regioni, Province Autonome, ISFOL, e i Ministeri competenti, sotto il coordinamento dell’ANPAL a definire le modalità e le procedure per la creazione di un flusso di informazioni relativamente alle attività di formazione professionale dei cittadini italiani, che concorrerà a comporre il fascicolo elettronico del cittadino.

Tale fascicolo rappresenterà il risultato finale di un sistema informativo unitario per le politiche del lavoro, e racchiuderà tutte le informazioni relative al singolo cittadino a 360° per tutto quello che riguarda la sua vita professionale e la sua partecipazione alle politiche del lavoro nazionali.

Un altro punto su cui avevamo manifestato grandi dubbi riguardava l’albo nazionale dei soggetti accreditati per i servizi formativi. Inizialmente era parso che, assimilando i Fondi Interprofessionali alle linee di finanziamento di natura pubblica, anche alle risorse di questi ultimi avrebbero potuto accedere unicamente i soggetti accreditati, escludendo dal mercato tutte le piccole agenzie e società specializzate, che in questi anni hanno animato e contribuito a rendere così efficiente l’attività dei fondi.

Conclusioni

Con l’ultima stesura, invece, si evince abbastanza chiaramente la volontà di mantenere la natura “altra” dei Fondi interprofessionali, escludendoli dall’alveo esclusivo dei soggetti accreditati. Tale interpretazione, tuttavia, va in conflitto con la sentenza del Consiglio di Stato di ieri, che decreta senza mezzi termini la natura pubblicistica dei fondi interprofessionali.

Ci sarà da capire, ora, come i due documenti, pubblicati praticamente in contemporanea, potranno convivere, e quali saranno le ripercussioni sull’attività dei Fondi.

In tutto questo scenario, l’ANPAL, da parte sua, manterrà compiti di indirizzo generale e vigilanza sull’attività dei Fondi Interprofessionali, a garanzia di un operato e procedure inattaccabili.

Davide Resmini
Responsabile comunicazione esterna Federformazione

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Link testo integrale decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/ https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/#respond Wed, 01 Jul 2015 20:19:37 +0000 https://federformazione.it/?p=107 Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro Dal sito http://www.pietroichino.it/ http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro

Dal sito http://www.pietroichino.it/

http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/ https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/#respond Tue, 30 Jun 2015 20:00:17 +0000 https://federformazione.it/?p=104 Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti… Continua a leggere Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali

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fondo

Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti i fondi esistenti.

I fondi interprofessionali si possono tranquillamente considerare la principale fonte di finanziamento cui attingono le imprese italiane per le attività di formazione dei propri dipendenti, come testimonia anche l’ultimo rapporto ISFOL sulla formazione continua, pubblicato nel marzo scorso.

La posizione di Federformazione

Ci fa piacere leggere che anche una fonte autorevole come ADAPT riconosca le gravi difficoltà attraverso cui i fondi hanno dovuto operare in questi ultimi anni, vista la confusione del quadro normativo di riferimento, e le continue riduzioni in termini di risorse, dovute ai numerosi prelievi forzati da parte del Governo.
Tuttavia non ci troviamo d’accordo riguardo le critiche alle logiche strategiche e di funzionamento degli stessi fondi.
Considerando che, nonostante gli ostacoli appena citati, il numero delle aziende aderenti ai fondi è in continua e progressiva crescita, viene naturale ritenere la loro funzione di ottima qualità ed efficacia: il dato di fatto pare incontrovertibile, il bacino di riferimento premia i fondi interprofessionali, perché le aziende li ritengono lo strumento più efficiente nella risposta ai loro bisogni formativi.
Riesce difficile immaginare come un sistema che deve soddisfare sempre più richieste, e a cui vengono ridotte le disponibilità, possa fare meglio di quanto sia stato fatto negli ultimi anni.

Purtroppo la strategia di fondo al decreto di riordino delle politiche del lavoro si mostra totalmente orientata verso una logica dirigista e centralista, infatti, anche in riferimento alla formazione professionale, ed ai fondi interprofessionali in particolare, la tendenza è sempre più quella di porre tutti i soggetti del sistema sotto una guida unica a valenza nazionale e pubblica.
Questo tipo di approccio porterà, dal nostro punto di vista, due differenti tipologie di problemi che andranno a discapito degli utenti finali della formazione professionale.

Innanzitutto non si può dimenticare che i fondi nascono all’interno di quel ricchissimo substrato che è la bilateralità, in cui confluiscono bisogni e visioni provenienti sia dalle imprese che dai lavoratori, e solo grazie a questa pluralità si possono costruire strumenti in grado di soddisfare davvero le parti in gioco. E’ inutile sottolineare una volta di più, come un sistema ad indirizzo pubblico non farebbe altro che allontanare le imprese dal centro strategico/decisionale.

In secondo luogo, visto che il decreto, da un lato sembra ricondurre le risorse gestite dai fondi interprofessionali nell’alveo pubblicistico, e dall’altro vorrebbe limitarne la fruizione a quei soggetti che siano accreditati al sistema nazionale per la formazione, ci pare di intravedere un mal celato tentativo di portare questi fondi nel calderone unico delle risorse pubbliche, in barba a tutti i recenti indirizzi giurisprudenziali.
Una tale operazione sarebbe tremendamente dannosa per le imprese e per gli enti di settore, in quanto toglierebbe quei requisiti di flessibilità e reattività che da sempre caratterizzano i fondi interprofessionali, e ingesserebbe il sistema riproducendo tutti i limiti tipici del sistema pubblico, che fino ad ora i fondi avevano dimostrato di poter superare.

Davide Gianluigi Resmini
Responsabile comunicazione esterna Federformazione

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