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03 Feb

ANAC e Fondi Interprofessionali: evitiamo la solita frittata

Teamwork of businesspeople at work to build a business system
Teamwork of businesspeople at work to build a business system

Il mondo della formazione professionale ha subito, nel corso delle ultime settimane, l’ennesimo scossone.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione, nella persona del suo presidente Raffaele Cantone, ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro, in cui sostanzialmente evidenzia che i Fondi Interprofessionali gestiscono risorse di natura pubblica, e devono di conseguenza sottostare alle regole e alle modalità previste dalle normative vigenti in materia. In modo particolare, parrebbe che debbano applicare il codice appalti, oltre che per l’acquisto di beni e servizi, anche per tutti i finanziamenti da erogare ad enti e imprese.

La querelle sulla natura giuridica dei Fondi Interprofessionali, e delle risorse finanziare che gestiscono, si trascina ormai da molto, direi anche troppo, tempo.

Da più parti sono state fornite interpretazioni e tesi in proposito, e ancora non si è arrivati ad una conclusione univoca e coerente.

Alcuni dei più importanti Fondi hanno recentemente preso una posizione forte contro questa condizione di incertezza, primo fra tutti Fondimpresa, che ha senza mezzi termini fermato l’attività in approvazione, in attesa di chiarimenti e linee guida definitive.

Questa particolare situazione di stallo sta mettendo in seria difficoltà tutto il comparto della formazione professionale, in modo particolare quel segmento che rivolge la propria attività principalmente all’imprese, che, tramite interventi sui propri dipendenti, mirano a crescere in competenza e competitività.

Ora, la cosa più urgente, è che ai Fondi Interprofessionali vengano date indicazioni chiare e definitive su come procedere, e che il tutto si risolva in tempi brevissimi.

Le solite lungaggini all’italiana rischierebbero di paralizzare un intero settore per svariati mesi, provocando innanzitutto un enorme danno alle imprese beneficiarie, che non potranno formare adeguatamente il proprio personale, e in seconda battuta mettendo a durissima prova tutti gli enti che collaborano con i Fondi Interprofessionali, che rischierebbero in gran parte il collasso.

Di questi tempi sentiamo spesso dire che la formazione è uno dei principali strumenti per combattere la crisi: se ci si crede per davvero, è giunto il momento di dimostrarlo.

Se si intende intervenire sulle prassi dei Fondi Interprofessionali, bisogna farlo con cognizione di causa, e per agevolare la loro attività, visto che rappresentano il primo canale di finanziamento per le imprese italiane.

Un intervento pretestuoso, che non si preoccupi di gestire i tempi e gli eventuali mesi di fermo e incertezza, metterebbe in ginocchio il mondo della formazione aziendale in Italia.

Non credo che questo sia un rischio che, come paese, possiamo permetterci di correre.

 

Diego Fanzaga

Consigliere Nazionale Federformazione

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