servizi al lavoro Archivi - Federformazione https://federformazione.it/tag/servizi-al-lavoro/ Federazione Italiana degli Organismi di Formazione ed Orientamento Mon, 29 Jul 2019 13:53:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://federformazione.it/wp-content/uploads/2015/12/cropped-feder_logo_q-32x32.png servizi al lavoro Archivi - Federformazione https://federformazione.it/tag/servizi-al-lavoro/ 32 32 Nuove autorevoli opinioni in materia di Politiche del Lavoro: Cesare Daminano e Maurizio Sacconi https://federformazione.it/nuove-autorevoli-opinioni-in-materia-di-politiche-del-lavoro-cesare-daminano-e-maurizio-sacconi-2/ https://federformazione.it/nuove-autorevoli-opinioni-in-materia-di-politiche-del-lavoro-cesare-daminano-e-maurizio-sacconi-2/#respond Sat, 12 Dec 2015 13:45:49 +0000 https://federformazione.it/?p=167 Nuove autorevoli opinioni in materia di Politiche del Lavoro: Cesare Daminano e Maurizio Sacconi Gli ex ministri Cesare Daminano e Maurizio Sacconi si esprimono sulle pagine di Libero in merito alle Politiche del Lavoro… Ecco i due articoili tramite l’archivio di Bolletino ADAPT Giusto premiare le agenzie sae ricollocano i lavoratori (Cesare Damiano) Diamo allo… Continua a leggere Nuove autorevoli opinioni in materia di Politiche del Lavoro: Cesare Daminano e Maurizio Sacconi

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Nuove autorevoli opinioni in materia di Politiche del Lavoro: Cesare Daminano e Maurizio Sacconi

Gli ex ministri Cesare Daminano e Maurizio Sacconi si esprimono sulle pagine di Libero in merito alle Politiche del Lavoro…

Ecco i due articoili tramite l’archivio di Bolletino ADAPT

Giusto premiare le agenzie sae ricollocano i lavoratori (Cesare Damiano)

Diamo allo stato le politiche attive (Maurizio Sacconi)

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CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero https://federformazione.it/cgil-cisl-e-uil-esprimono-il-proprio-parere-in-merito-alle-politiche-del-lavoro-in-una-nota-al-ministero/ https://federformazione.it/cgil-cisl-e-uil-esprimono-il-proprio-parere-in-merito-alle-politiche-del-lavoro-in-una-nota-al-ministero/#respond Sat, 12 Dec 2015 08:49:47 +0000 https://federformazione.it/?p=146 CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero Ecco il link dell’articolo pubblocato su Il diario del lavoro: JOBS ACT Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali [amazonjs asin=”8823014190″ locale=”IT” title=”Storia della CGIL. Dalle origini ad oggi. Manuale per… Continua a leggere CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero

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CGIL, CISL e UIL esprimono il proprio parere in merito alle Politiche del Lavoro in una nota al Ministero

Ecco il link dell’articolo pubblocato su Il diario del lavoro:

JOBS ACT Cgil, Cisl, Uil, mantenere autonomia gestionale e di indirizzo dei Fondi interprofessionali

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Altri autorevoli interventi in merito al decreto di riordino delle Politiche del Lavoro: Valentina Aprea e Giampaolo Montaletti di Regione Lombardia esprimo dissenso https://federformazione.it/altri-autorevoli-interventi-in-merito-al-decreto-di-riordino-delle-politiche-del-lavoro-valentina-aprea-e-giampaolo-montaletti-di-regione-lombardia-esprimo-dissenso/ https://federformazione.it/altri-autorevoli-interventi-in-merito-al-decreto-di-riordino-delle-politiche-del-lavoro-valentina-aprea-e-giampaolo-montaletti-di-regione-lombardia-esprimo-dissenso/#respond Fri, 17 Jul 2015 14:07:36 +0000 https://federformazione.it/?p=139 Altri autorevoli interventi in merito al decreto di riordino delle Politiche del Lavoro: Valentina Aprea e Giampaolo Montaletti di Regione Lombardia esprimo dissenso Ecco il link per visualizzare gli interventi pubblicati nei giorni scorsi ad opera dell’assessore Aprea di Regione Lombardia Jobs Act, Aprea: se decreto non cambia pronti a ricorrere a Consulta Aprea, lavoro:… Continua a leggere Altri autorevoli interventi in merito al decreto di riordino delle Politiche del Lavoro: Valentina Aprea e Giampaolo Montaletti di Regione Lombardia esprimo dissenso

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Altri autorevoli interventi in merito al decreto di riordino delle Politiche del Lavoro: Valentina Aprea e Giampaolo Montaletti di Regione Lombardia esprimo dissenso

Ecco il link per visualizzare gli interventi pubblicati nei giorni scorsi ad opera dell’assessore Aprea di Regione Lombardia

Jobs Act, Aprea: se decreto non cambia pronti a ricorrere a Consulta

Aprea, lavoro: a Governo chiediamo risposte su Agenzia nazionale

E del direttore Vicario di ARIFL Giampaolo Montaletti

L’impatto del Jobs Act sulle politiche attive: una stima sulla sostenibilità del modello.

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Link testo integrale decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/ https://federformazione.it/link-testo-integrale-decreto-sul-riordino-delle-politiche-del-lavoro/#respond Wed, 01 Jul 2015 20:19:37 +0000 https://federformazione.it/?p=107 Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro Dal sito http://www.pietroichino.it/ http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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politiche_lavoro

Ecco il link da cui scaricare il testo integrale del decreto sul riordino delle Politiche del Lavoro

Dal sito http://www.pietroichino.it/

http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2015/06/AG-177.Anpal_.pdf

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Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro https://federformazione.it/come-cambia-il-sistema-nazionale-dei-servizi-al-lavoro/ https://federformazione.it/come-cambia-il-sistema-nazionale-dei-servizi-al-lavoro/#respond Tue, 30 Jun 2015 22:11:13 +0000 https://federformazione.it/?p=78 Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro Proprio pochi giorni fa avevamo presentato sul nostro sito un articolo Annunciando la nascita della nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e alla conseguente riforma nazionale dei servizi per il lavoro. Ora, avendo potuto visionare il testo del decreto, siamo in grado… Continua a leggere Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro

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Come cambia il sistema nazionale dei Servizi al Lavoro

Proprio pochi giorni fa avevamo presentato sul nostro sito un articolo Annunciando la nascita della nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e alla conseguente riforma nazionale dei servizi per il lavoro.

Ora, avendo potuto visionare il testo del decreto, siamo in grado di esprimere alcune perplessità in riferimento a quanto accadrà nel prossimo futuro e a come cambierà (o dovrebbe cambiare) il sistema.

Innanzitutto, con la costituzione dell’ANPAL come nuovo soggetto unico di coordinamento e indirizzo nazionale, si è compiuto un deciso passo indietro in quel processo di integrazione fra pubblico e privato, che, partendo dagli albori del pacchetto Treu del 97, passando per la riforma Biagi del 2003, aveva portato negli ultimi anni all’accreditamento, su base regionale, di una serie di soggetti privati che potevano a tutti gli effetti svolgere attività parallelamente alle strutture pubbliche.

La conferma dello stato occupazionale, la presa in carico, e la conseguente stipula di un patto individuale in cui identificare modalità e tempistiche di coinvolgimento nel processo di politica attiva del disoccupato, torneranno invece, con questo decreto legislativo, di pertinenza unica del sistema pubblico, e quindi dei centri per l’impiego.

Questa nuova riforma prevede altresì che l’ANPAL definisca linee guida di intervento valide per tutto il territorio nazionale, e costituisca un nuovo albo di accreditamento per tutti gli operatori di mercato del lavoro che abbiano determinati requisiti. Di qui, poi, le competenze di programmazione e gestione verranno affidate alle regioni, che avranno il loro braccio operativo nei centri per l’impiego territoriali.

La sensazione è che ci troviamo, una volta di più, di fronte ad una strategia politica di stampo dirigista e centralista, in cui la direzione unica della struttura pubblica rischia, da un lato, di soffocare l’iniziativa e la possibilità di contaminazione positiva da parte del settore privato, oltre che, per evidenti motivazioni di carattere operativo e burocratico, dall’altro, di rallentare e frammentare il flusso e la continuità dei servizi, come troppo spesso abbiamo visto capitare nel sistema pubblico nazionale.

Il vero rischio, e sarebbe un peccato, è quello, in un’ottica del tutto italiana, di gettare il bambino con l’acqua sporca, andando a cancellare d’un colpo il sistema di accreditamento che le regioni più virtuose avevano creato in questi anni, perdendo anche i plus e il background che questo aveva portato.

Forse, una volta tanto, varrebbe la pena di migliorare e razionalizzare le strutture esistenti, senza dover sempre ripartire da zero, generando inevitabili doppioni o inutili sovrapposizioni.

Per rendersi conto della scarsa razionalità di questa nuova riforma, basta analizzare come è stato introdotto l’assegno di ricollocazione nel complesso degli altri strumenti già presenti.

L’assegno di ricollocazione spetterà ai disoccupati con più di sei mesi di anzianità, che abbiano già terminato di fruire di eventuali sostegni al reddito, e che potranno “spenderlo” presso una delle strutture accreditate per un percorso di accompagnamento al lavoro.

Non sarebbe stato forse più organico e coerente associare l’assegno di ricollocazione agli strumenti di politica passiva, e renderli quindi vincolati all’attività di ricerca attiva di una nuova e congrua occupazione?

Al di là delle decisioni politiche o delle riforme strutturali, in materia di servizi al lavoro, è davvero giunto il momento di creare un sistema che sia spostato decisamente verso le politiche attive, con importanti stimoli e regole certe  per i soggetti disoccupati o a rischio, in cui gli strumenti offerti dallo stato siano delle vere e proprie armi per affrontare le difficoltà del mercato, e non dei semplici cuscinetti per guadagnare tempo.

In conclusione, per ora, possiamo dire che questa riforma non ci convince, e che risulta comunque ben lontana da quei requisiti di efficienza ed efficacia che sarebbero necessari per operare nel mercato attuale.

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La nuova agenzia per le politiche attive del lavoro https://federformazione.it/la-nuova-agenzia-per-le-politiche-attive-del-lavoro/ https://federformazione.it/la-nuova-agenzia-per-le-politiche-attive-del-lavoro/#respond Tue, 30 Jun 2015 21:42:48 +0000 https://federformazione.it/?p=73 Costituzione dell’ANPAL Uno degli ultimi provvedimenti del jobs act, approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, riguarda una complessiva riforma di politiche attive e servizi per il lavoro. Tale decreto legislativo prevede la costituzione di una nuova agenzia di carattere nazionale denominata ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), che sarà il… Continua a leggere La nuova agenzia per le politiche attive del lavoro

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Jobs act misure principali

Costituzione dell’ANPAL

Uno degli ultimi provvedimenti del jobs act, approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, riguarda una complessiva riforma di politiche attive e servizi per il lavoro. Tale decreto legislativo prevede la costituzione di una nuova agenzia di carattere nazionale denominata ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), che sarà il punto cardine per la nascente Rete nazionale dei servizi di politiche del lavoro.

La costituzione dell’ANPAL non graverà sulle finanze pubbliche, in quanto il personale che animerà l’agenzia sarà prelevato in parte dal ministero del lavoro ed in parte dall’ISFOL. La ratio di questo intervento è quella di creare un nuovo soggetto che faccia da guida e coordinamento per tutti gli operatori del mercato del lavoro che agiscono sul territorio nazionale, in modo da far muovere il sistema intorno a linee di indirizzo ed obiettivi, condivisi e fissati per tutto il Paese.

Politiche attive del lavoro

Il sistema che nascerà intorno a questo nuovo intervento prevederà la creazione di un albo di soggetti accreditati a svolgere attività in materia di politiche attive del lavoro, l’istituzione di un sistema informativo nazionale e la creazione del fascicolo elettronico del lavoratore, in un’ottica di garanzia degli standard qualitativi, efficienza ed efficacia dei servizi offerti e di un monitoraggio continuo dei risultati.

Diretta conseguenza di questo intervento, sono la revisione dei contributi di sostegno al reddito, per disoccupati o lavoratori in situazione di difficoltà, con l’istituzione di nuove categorie come “disoccupato parziale” o “lavoratore a rischio discoccupazione”, e l’ideazione dell’assegno di ricollocazione (sul modello delle DOTI, già in uso in alcune regioni d’Italia), per l’accompagnamento alla ricerca di occupazione.

Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di trasformare le politiche del lavoro partendo da livello nazionale, con un forte impulso all’integrazione fra pubblico e privato, e con la volontà, in questo caso di unificare tutto il mercato sotto regole comuni.

La speranza che riponiamo in questo provvedimento è che non si tratti della mera creazione di una sovrastruttura che vada a sovrapporsi a quelle già esistenti, e che porti ad una ulteriore frammentazione delle idee e delle regole in gioco, ma che possa davvero fare da raccordo fra gli attori del mercato del lavoro per concorrere alla generazione di un sistema di welfare con l’individuo e i suoi bisogni al centro dell’attenzione.

Allo stato attuale, visti i numeri della disoccupazione sul territorio nazionale, in particolare quella giovanile, e lo stato di precarietà che vivono molti lavoratori le cui aziende non sempre possono garantire continuità occupazionale, si impone l’avvio di un processo serio e ragionato per la creazione di percorsi che permettano alle persone di orientarsi, qualificarsi o riqualificarsi in modo da essere sempre più ricettivi e spendibili nel proprio mercato di riferimento.

La posizione di Federformazione

Dal nostro punto di vista la formazione è la via maestra per raggiungere questi obiettivi, e l’unico strumento possibile per rinforzare in modo decisivo la competitività delle imprese, e la competenza degli individui.

Perché sia il centro di questo nuovo processo di cambiamento, però, occorre che alla formazione vengano concessi i congrui finanziamenti, attraverso tutti i canali possibili (fondi europei, strutturali o diretti, progetti territoriali, fondi interprofessionali), senza preclusioni e senza distrazioni verso altri obiettivi. Occorre investire per crescere.

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Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/ https://federformazione.it/riordino-delle-politiche-attive-del-lavoro-il-ruolo-dei-fondi-interprofessionali/#respond Tue, 30 Jun 2015 20:00:17 +0000 https://federformazione.it/?p=104 Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti… Continua a leggere Riordino delle politiche attive del lavoro: il ruolo dei fondi interprofessionali

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fondo

Leggendo l’articolo di approfondimento pubblicato su www.bollettinoadapt.it il 24/06/2015, che prendeva in esame il provvedimento di riordino delle politiche attive del lavoro, con particolare focus sul ruolo dei fondi interprofessionali, vorremmo esporre alcuni nostri punti di vista, in quanto rappresentanti di molti enti di formazione che da anni collaborano con efficacia e profitto con tutti i fondi esistenti.

I fondi interprofessionali si possono tranquillamente considerare la principale fonte di finanziamento cui attingono le imprese italiane per le attività di formazione dei propri dipendenti, come testimonia anche l’ultimo rapporto ISFOL sulla formazione continua, pubblicato nel marzo scorso.

La posizione di Federformazione

Ci fa piacere leggere che anche una fonte autorevole come ADAPT riconosca le gravi difficoltà attraverso cui i fondi hanno dovuto operare in questi ultimi anni, vista la confusione del quadro normativo di riferimento, e le continue riduzioni in termini di risorse, dovute ai numerosi prelievi forzati da parte del Governo.
Tuttavia non ci troviamo d’accordo riguardo le critiche alle logiche strategiche e di funzionamento degli stessi fondi.
Considerando che, nonostante gli ostacoli appena citati, il numero delle aziende aderenti ai fondi è in continua e progressiva crescita, viene naturale ritenere la loro funzione di ottima qualità ed efficacia: il dato di fatto pare incontrovertibile, il bacino di riferimento premia i fondi interprofessionali, perché le aziende li ritengono lo strumento più efficiente nella risposta ai loro bisogni formativi.
Riesce difficile immaginare come un sistema che deve soddisfare sempre più richieste, e a cui vengono ridotte le disponibilità, possa fare meglio di quanto sia stato fatto negli ultimi anni.

Purtroppo la strategia di fondo al decreto di riordino delle politiche del lavoro si mostra totalmente orientata verso una logica dirigista e centralista, infatti, anche in riferimento alla formazione professionale, ed ai fondi interprofessionali in particolare, la tendenza è sempre più quella di porre tutti i soggetti del sistema sotto una guida unica a valenza nazionale e pubblica.
Questo tipo di approccio porterà, dal nostro punto di vista, due differenti tipologie di problemi che andranno a discapito degli utenti finali della formazione professionale.

Innanzitutto non si può dimenticare che i fondi nascono all’interno di quel ricchissimo substrato che è la bilateralità, in cui confluiscono bisogni e visioni provenienti sia dalle imprese che dai lavoratori, e solo grazie a questa pluralità si possono costruire strumenti in grado di soddisfare davvero le parti in gioco. E’ inutile sottolineare una volta di più, come un sistema ad indirizzo pubblico non farebbe altro che allontanare le imprese dal centro strategico/decisionale.

In secondo luogo, visto che il decreto, da un lato sembra ricondurre le risorse gestite dai fondi interprofessionali nell’alveo pubblicistico, e dall’altro vorrebbe limitarne la fruizione a quei soggetti che siano accreditati al sistema nazionale per la formazione, ci pare di intravedere un mal celato tentativo di portare questi fondi nel calderone unico delle risorse pubbliche, in barba a tutti i recenti indirizzi giurisprudenziali.
Una tale operazione sarebbe tremendamente dannosa per le imprese e per gli enti di settore, in quanto toglierebbe quei requisiti di flessibilità e reattività che da sempre caratterizzano i fondi interprofessionali, e ingesserebbe il sistema riproducendo tutti i limiti tipici del sistema pubblico, che fino ad ora i fondi avevano dimostrato di poter superare.

Davide Gianluigi Resmini
Responsabile comunicazione esterna Federformazione

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Intervento del presidente Nicoletti sul valore delle parti sociali https://federformazione.it/intervento-del-presidente-nicoletti-sul-valore-della-parti-sociali/ https://federformazione.it/intervento-del-presidente-nicoletti-sul-valore-della-parti-sociali/#respond Wed, 10 Dec 2014 21:09:47 +0000 https://federformazione.it/?p=115 Valore e utilità del confronto: le parti sociali Il dibattito sulla spinosa querelle del riordino delle Politiche Attive del Lavoro si sta ingrossando come il corso di un fiume in cui via via convogliano i vari affluenti. Da molte parti, infatti, continuano ad arrivare critiche alle proposte dell’attuale governo, e ci fa decisamente piacere sottolineare… Continua a leggere Intervento del presidente Nicoletti sul valore delle parti sociali

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Parti sociali

Valore e utilità del confronto: le parti sociali

Il dibattito sulla spinosa querelle del riordino delle Politiche Attive del Lavoro si sta ingrossando come il corso di un fiume in cui via via convogliano i vari affluenti.

Da molte parti, infatti, continuano ad arrivare critiche alle proposte dell’attuale governo, e ci fa decisamente piacere sottolineare che, come Federformazione, siamo stati fra i primissimi a sollevare questioni e preoccupazioni in merito.

È interessante notare come segnali di disapprovazione a tale decreto stiano giungendo da molteplici autorevoli personaggi, che però partono da punti di vista e background sicuramente non comuni: fra gli altri sono intervenuti rappresentati delle parti sociali, funzionari di pubblica amministrazione, tecnici e specialisti del settore, oltre che naturalmente gli enti ed operatori.

Già il fatto che le molteplici visioni che si sono sovrapposte, portino, in fin dei conti, tutte un prospettiva negativa, dovrebbe far riflettere chi di dovere, e interrogarsi sulla bontà della strada che ha scelto di percorrere.

Pare, però, che la tendenza sia abbastanza indirizzata al pensiero unico, piuttosto che al confronto, e infatti, come ha fatto presente, neanche tanto fra le righe, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, le parti sociali sono sempre più sotto attacco.

In un Paese democratico e civile, le rappresentanze sociali dovrebbero essere considerate la vera e propria linfa vitale in cui si genera e cresce il dibattito in materia di mercato del lavoro, welfare e temi sociali.

Non si può ridurre tutto al minimo comune denominatore del controllo pubblico e centralista, e perdere per la strada tutta la ricchezza che viene dai differenti punti di vista delle molte parti in gioco.

Non ci piace questo approccio limitato e limitante, vorremmo, invece, un intervento in materia di mercato del lavoro veramente importante ed incisivo, e solo un provvedimento condiviso, che sia nato dal confronto costruttivo, può avere la forza di affrontare le gravi difficoltà del contesto attuale.

Bisogna dare valore alla voce di chi è sul campo e vuole portare il proprio contributo.

Non è certo eliminando il confronto che si risolvono i problemi.

Roberto Nicoletti
Presidente Federformazione

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