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13 Giu

Digital & Payment Summit 2018: La responsabilità di formare al digitale senza escludere la persona

 

Si è concluso poche ore fa il Digital & Payment Summit 2018, giunto alla sua XV edizione, che rappresenta l’appuntamento di riferimento sull’evoluzione del mercato digitale italiano e del sistema dei pagamenti, la migliore occasione per conoscere i trend emergenti, le nuove tecnologie e gli approcci più innovativi.
La location scelta per l’edizione 2018 ricorda l’emiciclo del Parlamento: infatti l’evento rappresenta il primo vero Parlamento dove imprese, istituzioni e cittadini si confrontano per l’evoluzione del sistema Italia. L’Auditorium Antonianum racchiude al proprio interno spazi diversi per dare vita a alle idee mantenendo forte il senso di integrità e trasparenza.
Durante la giornata, istituzioni ed operatori del settore si sono confrontati su numerose tematiche, dalla Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione; alla Direttiva Antiriciclaggio, Fatturazione Elettronica; Cybersecurity; Riconoscimento biometrico; Blockchain e criptovalute, GDPR etc…

Blockchain o Distributed Ledger: quali sono i progetti?

Come Federformazione erano presenti il Segretario Generale Laura Mazza e il Consigliere Nazionale Giancarlo Restivo, portatori delle esigenze sul tema di un’adeguata formazione sulle competenze digitali.
Molti i nodi da sciogliere dopo questa giornata di lavori e i progetti da mettere in campo. Ma sottolineamo tre aspetti particolarmente centrali:
Prima di tutto il gap di conoscenze relativo all’età.
Sul tema del digitale differenti generazioni si incontrano e ognuna con bisogni differenti, una nuova generazione familiare alla tecnologia ma ancora irresponsabile e social media dipendente, una generazione matura invece che si sente in dovere di introdurre ad una responsabilità grande, ma che si riconosce disarmata dalla velocità con cui il cambiamento digitale del quotidiano la sta spiazzando.
In secondo luogo la comunicabilità di determinati concetti ad un pubblico generalista e non di nicchia, che si troverà ad usufruire di servizi innovativi ma di cui non ne comprende appieno le ragioni e il senso.
In terzo luogo che per formare le aziende e i cittadini a quanto si sta prospettando, occorreranno persone a loro volta ben formate ad una coscienza del digitale che non sia solo tesa al mero utilizzo di strumenti o all’intenzione di usufruire di servizi facilitanti, ma serviranno persone che dovranno aver ben chiaro che il cambiamento epocale che sembra aver bussato alla porta, è a servizio della singola persona, non il contrario.


 

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